Standard

In questa sezione potrete consultare entrambi gli standard aggiornati, sia quello morfologico che quello relativo alle prove di lavoro.
Per standard si intende un testo di tipo descrittivo in cui viene spiegato come deve essere e come deve lavorare un cane, in questo caso il Lagotto Romagnolo.

STANDARD DEL LAGOTTO ROMAGNOLO

 Traduzione in italiano a cura del sig. Pietro Paolo Condo’

FCI Standard N° 298 – pubblicazione del 17.12.2015 – in vigore dal 1 gennaio 2016

LAGOTTO ROMAGNOLO

TRADUZIONE: Mrs. Renée Sporre-Willes. Rivisto da Renée Sporre-Willes.

Lingua ufficiale Inglese.

ORIGINE: Italia

DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 17.12.2015

UTILIZZAZIONE: Cane da tartufo.

CLASSIFICAZIONE FCI:
Gruppo 8 Cane da riporto, da cerca, da acqua.
Sezione 3 cane da acqua.
Senza prova di lavoro

BREVI CENNI STORICI: Antica razza di cani da riporto in acqua nelle pianure di Comacchio e zone paludose di Ravenna. Nel corso dei secoli le vaste zone paludose furono risanate e divennero terreni arabili. Di conseguenza il Lagotto cambiò e da cane da acqua divenne un eccellente cane da tartufo nell’aperta campagna piatta e sulle colline della Romagna.

ASPETTO GENERALE: Cane di taglia da medio a piccola, ben proporzionato, potentemente costruito, di apparenza rustica, con un fitto mantello ricciuto di tessitura lanosa.

PROPORZIONI IMPORTANTI: Il cane è alto quasi come lungo (quasi nel quadrato). La lunghezza della testa è i 4/10 dell’altezza al garrese. La lunghezza del cranio dovrebbe essere leggermente superiore alla lunghezza del muso. La profondità del torace è inferiore al 50% (circa 44%) dell’altezza al garrese.

COMPORTAMENTO E CARATTERE: La sua attitudine naturale alla cerca e il suo ottimo olfatto fanno di questa razza un efficiente ricercatore di tartufi. L’istinto di caccia è stato modificato nel corso della selezione genetica, quindi il suo lavoro non risulta distratto dagli odori (di cacciagione). Il Lagotto è docile, poco esigente, attento, affettuoso, molto attaccato al suo padrone e facile da addestrare. Egli è anche un ottimo compagno e un ottimo cane da guardia.

TESTA : Vista dall’alto ha forma trapezoidale ed è moderatamente ampia; gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso sono leggermente divergenti.

– REGIONE CRANICA
Cranio largo alle arcate zigomatiche, e lungo quanto largo. Visto di lato, dall’occipite allo stop, il cranio dovrebbe essere più lungo del muso. È leggermente convesso e tende ad appiattirsi verso l’occipite. Seni frontali ben sviluppati, arcate sopraccigliari marcate, solco medio-frontale pronunciato, cresta occipitale corta e non molto sviluppata, fosse sopraorbitali leggermente marcate.

Stop: Non troppo pronunciato, ma evidente.

– REGIONE FACCIALE:
Tartufo: Voluminoso, con narici aperte e mobili. Scanalatura mediana fortemente pronunciata. Visto di lato, il tartufo prosegue sullo stesso livello del muso e sporge molto leggermente dalla faccia anteriore delle labbra. Il colore va dal marrone chiaro al marrone scuro, in armonia col colore del mantello.

Muso: Piuttosto ampio, un po’ più corto del cranio, la sua altezza è solo leggermente inferiore alla lunghezza. Ha una forma leggermente a cuneo, con una faccia anteriore moderatamente piatta. La canna nasale ha un profilo rettilineo.

Labbra: Le labbra non sono troppo spesse, sono piuttosto tese, così che il profilo inferiore del muso è determinato dalla mandibola. Sono ricoperte da baffi lunghi e piuttosto ispidi. Viste dal davanti le labbra formano un ampio semicerchio. Il colore dei bordi labiali va dal marrone chiaro al marrone scuro.

Mascelle/Denti: Mascelle forti con branche piuttosto diritte e un corpo mandibolare relativamente largo. Chiusura completa a forbice o a tenaglia con denti bianchi e ben sviluppati. Leggero prognatismo inferiore accettabile.

Guance: Piatte.

Occhi: Grandi, ma mai esagerati, arrotondati, che ben riempiono le orbite, ben distanziati. Il colore dell’iride va dall’ocra al nocciola e marrone scuro, secondo il colore del mantello. Palpebre strettamente aderenti; il colore dei bordi palpebrali va dal marrone chiaro al marrone scuro. Ciglia molto ben sviluppate. Sguardo attento, espressione intelligente e vivace.

Orecchie : Di dimensione media proporzionata alla testa, forma triangolare con punte arrotondate; la loro base è piuttosto ampia; sono inseriti appena al di sopra dell’arcata zigomatica. Pendenti a riposo o leggermente rialzati quando il cane è in attenzione. Se tirati verso il tartufo dovrebbero raggiungere il muso a 1⁄4 della sua lunghezza. Anche la parte interna del padiglione è ricoperta di pelo.

COLLO: Forte, muscoloso, asciutto, di sezione ovale; ben distinto dalla nuca e assolutamente privo di giogaia, leggermente arcuato. Nei maschi il perimetro del collo può raggiungere il doppio della sua lunghezza. La lunghezza del collo è leggermente inferiore alla lunghezza totale della testa.

TRONCO: Compatto e forte; lungo quanto l’altezza al garrese.

Linea superiore: Diritta dal garrese alla groppa.

Garrese: E’ più alto del livello della groppa; le scapole nel loro punto più alto non sono troppo ravvicinate, ma ben salienti ed estese all’indietro.

Dorso: Rettilineo, molto muscoloso.

Rene: Corto, molto solido, visto di profilo leggermente arcuato. La sua larghezza è uguale o supera leggermente la sua lunghezza.

Groppa: Lunga, ampia, muscolosa, leggermente obliqua.

Torace: Ben sviluppato discende fino ai gomiti. Sebbene sia piuttosto stretto di fronte, si allarga caudalmente a partire dalla sesta costola.

Linea inferiore: Lunga sezione sternale a forma di linea retta; risale leggermente in direzione caudale.

CODA: Inserita non troppo alta né troppo bassa; si assottiglia verso l’estremità. Quando è pendente, dovrebbe giusto arrivare al garretto. La coda è ricoperta di pelo lanoso e ispido. A riposo è portata a scimitarra; in attenzione decisamente rialzata. Al lavoro, o quando il cane è eccitato può essere portata sul dorso, ma mai arrotolata.

ARTI ANTERIORI:

Aspetto generale: Regolari, verticali, sia visti di fronte che di lato.

Spalla: Scapole lunghe, ben angolate all’indietro (52-55°), muscolose, forti e strettamente aderenti al torace, ma con libertà di movimento.

Braccio: Muscoloso, di ossatura sottile, lungo come la scapola; la sua inclinazione sull’orizzontale va da 58-60°.

Gomito: Bene aderente alla parete toracica, ma non troppo strettamente; ricoperto da pelle sottile; parallelo al piano sagittale del tronco come le braccia. La punta del gomito è posizionata sulla linea verticale che scende dall’angolo posteriore della scapola al suolo.

Avambraccio: Perfettamente verticale, lungo, con ossa compatte e forti a sezione ovale.

Carpo (Polso): Visto dal davanti è in linea verticale con il braccio; fine, robusto e mobile; osso pisiforme marcatamente sporgente.

Metacarpo (Pasturali): Piuttosto meno spesso e dall’ossatura più fine dell’avambraccio, mobile e resistente; visto di profilo forma un angolo di 75° a 80° col suolo.

Piedi anteriori: Leggermente arrotondati, compatti, con dita arcuate e chiuse. Unghie forti e ricurve. Cuscinetti ben pigmentati. Membrane interdigitali molto ben sviluppate.

ARTI POSTERIORI:

Aspetto generale: Potenti, verticali visti dal di dietro, ben proporzionati al formato del cane e paralleli.

Coscia: Lunga con muscoli ben definiti ed evidenti. L’asse del femore ha una inclinazione di 80° sulla linea orizzontale. La coscia è parallela al piano mediano del corpo.

Ginocchio: L’angolo del ginocchio varia da 130° a 135.

Gamba: Leggermente più lunga della coscia con buona ossatura e muscolatura, con marcata scanalatura muscolare. La sua inclinazione sull’orizzontale va da 50° a 55°. La direzione è parallela al piano mediano del corpo.

Garretto: Ampio, spesso, asciutto, con salienze ossee nettamente delineate e ben angolato.

Metatarso: Sottile, cilindrico, perpendicolare al suolo. Senza speroni.

Piedi posteriori: Leggermente più ovali di quelli anteriori e con dita leggermente meno arcuate.

ANDATURA: Passo regolare, trotto energico e vivace, galoppo per brevi periodi.

PELLE: Sottile, strettamente aderente a tutto il corpo, senza rughe. Il pigmento delle mucose e dei cuscinetti va dal marrone chiaro al marrone molto scuro.

MANTELLO:
Pelo: Di tessitura lanosa, mai contorto a formate cordature sottili, semiruvido in superficie, forma stretti riccioli, a forma di anello, con evidente sottopelo. I riccioli devono essere distribuiti uniformemente su tutto il corpo e la coda tranne che sulla testa, dove i riccioli sono meno chiusi e formano abbondanti sopracciglia, baffi e barba. Anche le guance sono ricoperte di fitto pelo. Sulle orecchie, il pelo tende a mostrare riccioli meno chiusi, ma rimane molto ondulato. Non presenta pelo corto sulle orecchie. Il mantello esterno e specialmente il sottopelo sono impermeabili.

Se non viene tagliato, il pelo tende ad infeltrirsi (durante la crescita); quindi un taglio completo deve essere fatto almeno una volta l’anno. Il pelo ed il sottopelo che si sono infeltriti devono essere periodicamente rimossi. Il taglio del pelo non deve essere più lungo di circa 4 cm e dovrebbe essere uniforme con la sagoma del cane. Solo sulla testa il mantello può essere più lungo, ma non così lungo da coprire gli occhi. L’area intorno ai genitali e l’ano dovrebbero avere il pelo tagliato corto. Il mantello non deve essere modellato e spazzolato come nei Barboni e nei Bichon Frisé o tagliato corto tale da impedire l’arricciatura o la valutazione della tessitura. Qualsiasi toelettatura eccessiva escluderà il cane dall’essere qualificato. La corretta toelettatura è non eccessiva e contribuisce ad accentuare il naturale aspetto rustico tipico della razza.

Colore: Monocolore bianco sporco, bianco con macchie marroni o arancio, roano arancione, roano marrone, marrone monocolore (in diverse tonalità) con o senza bianco, arancio con o senza bianco. Alcuni cani hanno una maschera da marrone a marrone scuro. Macchie marrone (nelle diverse tonalità) sono permesse.

TAGLIA E PESO

Altezza al garrese:
Maschi da 43 a 48 cm. (altezza ideale: 46 cm)
Femmine da 41 a 46 cm. ( altezza ideale: 43 cm)

Tolleranza di 1 cm. in più o in meno

Peso: Maschi da 13 a 16 kg. Femmine da 11 a 14 kg.

DIFETTI: Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerato un difetto e deve essere penalizzato in proporzione alla sua gravità ed al suo effetto sulla salute e sul benessere del cane e sulla sua capacità di svolgere il suo lavoro tradizionale.

DIFETTI DA SQUALIFICA:

  • Soggetti aggressivi o estremamente timidi.
  • Ogni cane che presenta chiaramente anormalità fisiche o comportamentali deve essere squalificato.
  • Soggetti non tipici.
  • Assi cranio muso convergenti.
  • Depigmentazioni parziali o totali.
  • Canna nasale concava.
  • Enognatismo e prognatismo pronunciato.
  • Strabismo.
  • Coda portata sul dorso; anurismo o coda corta congenito o artificiale.
  • Coda amputata.
  • Pelo non arricciato o tagliato troppo corto.
  • Pelo cordato.
  • Eccesso di toelettatura.
  • Colore nero del mantello, macchie nere o pigmentazioni nere.
  • Fuoritaglia (soprataglia, sottotaglia).

N.B.: I maschi devono avere due testicoli d’aspetto normale completamente discesi nello scroto. Solo quei soggetti funzionali, clinicamente sani e tipici, dovrebbero essere adibiti alla riproduzi

REGOLAMENTO PROVE per il LAGOTTO ROMAGNOLO

Approvato dal Consiglio Direttivo del 3 ottobre 2006
modificato dal Consiglio Direttivo del 28.2.2014
su proposta della Commissione Tecnica Centrale del 17.1.2014
e del Comitato Consultivo degli Esperti del 4.9.2013

Premessa

Il Club Italiano Lagotto ritiene che l’introduzione di criteri basati sulle attitudini per il lavoro nella selezione del Lagotto Romagnolo sia un passo fondamentale per la tutela di questa razza che possiede delle caratteristiche uniche nel panorama cinofilo mondiale.
L’attitudine per la cerca del tartufo progressivamente affinata nell’ultimo secolo è stata uno degli elementi fondamentali che hanno consentito alla razza di salvarsi da una quasi certa estinzione a seguito della scomparsa del suo ambiente di lavoro e quindi della propria funzione originale.
Per questi motivi si ritiene che la selezione debba operare per tenere unite nei nostri cani le qualità morfologiche con le attitudini funzionali.
Le prove di lavoro devono avere la funzione di evidenziare le qualità che meglio concorrono a fare un buon cane da tartufi.
Le modalità di organizzazione ed i criteri di giudizio andranno orientati in modo che un buon cane da tartufi ben addestrato possa affrontare queste prove senza necessità di una preparazione specifica.

STANDARD DI LAVORO

Andatura e portamento

L’andatura del Lagotto Romagnolo è caratterizzata da un trotto sciolto, brioso ed allegro che denota l’intima gioia nello svolgere la propria funzione di cerca. Sono ammessi tratti di galoppo all’inizio del turno, nei rientri su terreno già ispezionato e negli spostamenti è ammesso il passo nelle fasi di accertamento.
L’andatura dovrà adeguarsi alla natura del terreno, ampliando o restringendo il raggio d’azione per realizzare un lavoro utile; l’azione deve essere continua, avida, attenta e diligentissima.
Il portamento di testa è in relazione all’andatura ed alla velocità del cane. Nelle fasi di cerca più spedita la testa è portata leggermente rialzata ma con il tartufo (naso) in prevalenza inclinato verso il terreno; nelle fasi di accertamento al passo la testa è progressivamente abbassata fino ad appoggiare il tartufo al terreno. In presenza di una forte emanazione il Lagotto può alzare notevolmente la testa per farsi guidare dal vento verso l’emanazione stessa (tirata di naso).
La coda può essere portata in linea col rachide dorsale oppure anche più alta ma non arrotolata sul dorso né tanto meno sotto di sé. Al trotto la coda si muove in modo allegro, sovente con ampi e veloci spostamenti laterali. Con la coda il Lagotto segnala al conduttore la presenza del tartufo, accentuandone il movimento. E’ importante che il Lagotto esprima con la coda allegria e volontà sul lavoro.

Cerca

La cerca è espressa con azione avida e determinata dimostrando intuito ed iniziativa, è espletata su linee diagonali con frequenti cambi di direzione, incrociando il terreno che deve essere ispezionato in modo minuzioso e dettagliato.
Il lagotto deve dimostrare di possedere intelligenza, concentrazione ed olfatto adattando l’andatura e l’ampiezza della cerca alle condizioni ambientali. Il cane deve trovare il giusto equilibrio tra: buona copertura del terreno, andatura sufficientemente brillante e capacità di
analisi molto accurata che gli permetta di effettuare anche le forate più difficili. Ciò può avvenire anche a ragionevole distanza dal conduttore.

Quando il Lagotto entra nel campo di una lieve ed ipotetica emanazione rallenta fino al passo risalendo verso l’ origine presunta, avvicinando progressivamente il tartufo (naso) al terreno ed accentuando il movimento della coda, può anche fermarsi, effettuare delle inspirazioni profonde ed accennare a raspare. Se l’impressione non è confermata riprende subito
l’andatura abituale dimostrando il necessario discernimento. Se invece accerta la presenza del tartufo inizia a raspare in modo deciso.

Se durante la cerca incontra una zona di emanazione che lo rende immediatamente certo della presenza del tartufo si dirige sicuro verso l’emanazione ed inizia a raspare senza esitazioni.

Quando percepisce l’emanazione portata dal vento si dirige verso la forata anche a distanza dal conduttore, può rallentare e fermarsi ad inspirare con la testa molto sollevata e rivolta al vento per localizzare meglio la sorgente di emanazione.

Il Lagotto si caratterizza per un collegamento assoluto ed estremamente naturale col conduttore. Pur dimostrando autonomia ed iniziativa, sarà sempre pronto a seguire le indicazioni del conduttore in tutte le circostanze, pronto a rientrare o a dirigere la cerca nella direzione indicata.
Il carattere aperto ed operoso e la sua naturale predisposizione al lavoro lo rendono poco sensibile agli stimoli esterni che potrebbero essere causa di disturbo.
E’ totalmente disinteressato alla presenza ed all’emanazione di selvatici, se non in caso di incontro fortuito. In tale circostanza può mostrare un momentaneo interesse, pronto però a riprendere la cerca al primo richiamo del conduttore.

Forata

Una volta localizzata la forata il Lagotto deve svolgere un’azione di scavo decisa, può fare delle pause di accertamento, annusando le pareti ed il fondo della buca per localizzare meglio il tartufo ed indirizzare di conseguenza lo scavo, può cercare fuori della buca se ritiene di aver già tirato fuori il tartufo. L’azione può essere interrotta dal conduttore ed in questo caso il
cane dovrà riprendere prontamente lo scavo se richiesto. L’azione del Lagotto sulla forata deve essere tale da consentire al conduttore il recupero del tartufo.

REGOLAMENTO PROVE PER IL LAGOTTO ROMAGNOLO

Art. 1
Finalità

Le prove per il Lagotto Romagnolo hanno lo scopo di valutare i cani per quanto riguarda le loro attitudini per la cerca del tartufo evidenziando, ai fini della selezione, i cani che si saranno distinti per qualità naturali, metodo di lavoro e capacità di recepire l’addestramento tipico della razza.

Art. 2
Tipi di Prove

Le prove si svolgono sulle specie di tartufi di cui la legge vigente ammette la raccolta e la destinazione al consumo, nei periodi previsti.
L’E.N.C.I. riconosce i seguenti tipi di prove:
A) Prove di cerca del tartufo in tartufaie naturali.
B) Prove Speciali di cerca del tartufo in tartufaie naturali..
Le prove di tipo A si dovranno svolgere in tartufaie, in produzione per il tipo di tartufo oggetto della prova. In base alle condizioni stagionali è ammesso l’arricchimento del terreno, in tempi antecedenti l’inizio della prova e mai durante i turni, con tartufi della stessa specie al fine di aumentare le possibilità di incontro e uniformare i terreni a disposizione dei concorrenti.
Le prove di tipo B si dovranno svolgere in tartufaie in produzione per il tipo di tartufo oggetto della prova, esclusivamente con il tartufo naturalmente presente sul terreno in quel dato momento. L’accesso a queste prove è consentito ai soggetti che abbiano già conseguito almeno un CAC o una riserva di CAC nelle prove di tipo A o un’analoga certificazione ottenuta all’estero.
I terreni di prova di tipo B, saranno oggetto di proposte ed autorizzati dall’Enci.

Art. 3
La Giuria- Personale al seguito della giuria

Le prove saranno giudicate da un Esperto Giudice o da una Giuria plurima. La giuria plurima è obbligatoria nelle prove di tipo B e nelle prove in coppia anche nel caso che queste siano suddivise in batterie. Le giurie plurime saranno sempre composte da una terna di giudici.
Al seguito della giuria possono essere ammessi, il Delegato dell’E.N.C.I., gli aspiranti giudici per l’espletamento degli assistentati autorizzati dall’E.N.C.I., l’accompagnatore ed eventuali ulteriori persone autorizzate dal delegato.
L’organizzazione dovrà favorire, per quanto possibile, la visibilità delle prove da parte del pubblico. Compatibilmente con la natura del terreno, gli spettatori, eventualmente divisi in modo da formare gruppi non numerosi, potranno seguire la Giuria secondo le indicazioni della stessa, in perfetto silenzio e senza disturbare in alcun modo i concorrenti. La Giuria ha comunque facoltà, a suo insindacabile giudizio, di non consentire al pubblico di seguire i turni.

Art. 4
Iscrizione e ammissione alle prove

Possono concorrere alle prove Lagotti Romagnoli italiani ed esteri iscritti ai libri genealogici riconosciuti dalla F.C.I.. E’ richiesto il libretto delle qualifiche (non per esordienti e cani esteri).
Le iscrizioni dovranno pervenire entro la data stabilita e saranno ritenute valide solo se accompagnate dal relativo importo.

L’eventuale ritiro del cane, sia prima che durante la prova, non comporta la restituzione del contributo organizzativo, tranne nel caso di cagne in estro presentando il certificato medico veterinario che lo attesti.
Non sono ammessi cani mordaci, femmine in estro e soggetti castrati; i maschi dovranno avere due testicoli di uguali dimensioni e ben discesi nello scroto.
Con l’atto dell’invio dell’iscrizione il conduttore dichiara di conoscere ed accettare il regolamento delle prove per il Lagotto Romagnolo, e tutte le norme ufficiali emanate dall’ENCI per le manifestazioni riconosciute.

Art. 5
Prove

Sono previste prove separate in funzione dell’età:

  • Esordienti – da 4 a 12 mesi.
  • Giovani – da 9 a 30 mesi.
  • Libera – oltre i 15 mesi.
  • Veterani – oltre i 7 anni (facoltativo da parte del proprietario in alternativa alla libera).

Possono essere previste prove separate per i maschi e le femmine.

Art. 6
Batterie e sorteggi

In funzione del numero dei concorrenti iscritti è possibile suddividere i cani di una prova in batterie, a condizione che il numero dei turni, in relazione ai cani effettivamente presenti, sia superiore a dodici. In ogni caso ogni prova o batteria non possono impegnare la giuria per più di sedici turni
Ciascuna batteria però non può comprenderne meno di sei. Nella composizione delle batterie gli organizzatori avranno cura di inserire possibilmente nella stessa batteria i cani presentati dal medesimo conduttore. La composizione delle coppie, se previste, avverrà per sorteggio evitando possibilmente di mettere nella stessa coppia cani dello stesso conduttore. L’ordine dei turni di ogni batteria sarà deciso per sorteggio. I sorteggi saranno effettuati nel luogo ed all’ora indicati nel programma della manifestazione, alla presenza del delegato E.N.C.I. e dei conduttori che desiderino assistervi.
L’assegnazione della giuria a ciascuna prova potrà essere decisa per sorteggio il giorno stesso della prova, alla presenza del Delegato dell’E.N.C.I. e dei conduttori che desiderino assistere; in alternativa potrà essere stabilita dal comitato organizzatore ed in questo caso dovrà essere riportata sul programma della manifestazione.
Nel caso di suddivisione in batterie le giurie ed i terreni saranno assegnati a queste per sorteggio il giorno stesso della prova, alla presenza del Delegato dell’E.N.C.I. e dei conduttori che desiderino assistere.
Per prove che durano più giorni consecutivi, i sorteggi dovranno essere effettuati solo per il primo giorno di prova, per i successivi subentrerà il meccanismo di rotazione dei terreni e dei giudici.

Art. 7
Assegnazione del terreno – comportamento dei conduttori

I conduttori dovranno trovarsi, pena l’esclusione, presenti all’appello nel luogo ed all’orario stabiliti e dovranno attenersi alle disposizioni della Giuria.
I conduttori in attesa sono tenuti al massimo rispetto del campo di prova. E’ vietato liberare i cani al di fuori delle apposite aree che saranno messe a disposizione dagli Organizzatori, pena l’esclusione dalla prova.
I conduttori, alla loro chiamata, dovranno presentarsi ai giudici con il cane al guinzaglio, privo di strumenti o apparecchi coercitivi o di dressaggio. I giudici indicheranno il terreno da esplorare. Solo al comando del giudice i conduttori faranno partire il loro cane, libero da ogni strumento di contenimento, di qualsiasi genere, collare compreso. I conduttori, sia che
concorrano da soli o in coppia devono rimanere a contatto con la giuria per seguirne le eventuali indicazioni. Il cane andrà condotto preferibilmente con i gesti, i richiami troppo frequenti sia a voce che con fischio, saranno penalizzati. Nei turni in coppia il conduttore non deve danneggiare col richiamo o in alcun altro modo l’altro concorrente.
Al conduttore è fatto obbligo di richiudere accuratamente le buche aperte dal proprio cane pena la squalifica.
A richiesta del giudice il conduttore richiamerà il proprio cane e lo riporterà al guinzaglio presso la giuria in attesa di indicazioni.
Allo scadere del tempo destinato a ciascun turno, il giudice segnalerà il termine del turno stesso ed il conduttore dovrà prontamente chiamare e legare il cane. Il cane che al termine del turno si sottrae ai ripetuti richiami del conduttore sarà considerato “ fuori mano” .
Ogni scorrettezza o maltrattamento da parte del conduttore nei confronti del proprio cane comporta l’immediata esclusione dalla prova.
Prima dell’inizio del turno, il giudice ha la facoltà di verificare il codice identificativo di ciascun cane ma dovrà obbligatoriamente verificare, alla fine del turno, i codici identificativi dei cani qualificati.

Art. 8
Turni – Durata dei turni – Completamenti – Turni di richiamo- Turni a singolo e in coppia

I turni sono normalmente svolti a singolo; l’organizzazione può prevedere lo svolgimento di turni in coppia specificando per quali prove.
I turni normalmente avranno una durata di 10 minuti per le prove di tipo A e di 15 minuti per le prove di tipo B. Il Comitato Organizzatore, in base al tipo di prova e di terreno ed al numero degli iscritti potrà definire, in accordo con la Giuria tempi superiori dei turni fino al doppio.
Il primo turno per ciascuno dei concorrenti dovrà avere durata uguale al tempo previsto per la specifica prova.
Nel caso siano previsti turni in coppia, al termine del primo turno di tutti i concorrenti, saranno chiamati sul terreno per i completamenti del turno i cani che, non per colpa loro, abbiano dovuto interrompere il loro turno prima dello scadere del tempo a loro disposizione. La durata del completamento sarà pari al tempo non usufruito nel turno interrotto.
Potranno essere sottoposti a uno o più turni di richiamo i cani che non siano stati eliminati e che non abbiano realizzato una forata valida. La durata del richiamo è a discrezione del giudice e deve essere tale da offrire la possibilità di conseguire la finalità che ha determinato il richiamo stesso; i cani dovranno essere comunque fermati dopo la prima forata.
Ogni cane dovrà avere a disposizione una zona di terreno vergine e potrà svolgere una parte del turno su terreno già perlustrato da altri cani. I giudici dovranno curare in ogni momento e nei limiti del possibile che ogni concorrente abbia a svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni.

Art. 9
Criteri di valutazione

La valutazione prenderà in considerazione i seguenti parametri:
– VOLONTA’: il Lagotto dovrà mostrare un’azione avida, continua e determinata, un’iniziativa propria e non ripetutamente stimolata dagli incitamenti del conduttore, buona determinazione nell’affrontare gli eventuali terreni difficili;
– CERCA: la cerca si adatterà al tipo di ambiente, con un raggio ufficientemente ampio da permettere di coprire una buona quantità di terreno e allo stesso tempo dovrà essere estremamente attenta e diligente in modo da analizzare bene tutta l’area interessata, svolgendo un lavoro efficace. L’andatura si ridurrà progressivamente nelle fasi di accertamento o nelle zone indicate dal conduttore; il cane dovrà svolgere il lavoro prevalentemente davanti al conduttore e non dovrà distrarsi su emanazioni di selvaggina o
su emanazioni improprie;
– ANDATURA: ottimale è un trotto brioso e spigliato che denota la gioia del cane nello svolgimento del proprio lavoro, sono ammessi tratti di galoppo all’inizio del turno e nei rientri su terreno già ispezionato. E’ ammesso il passo nelle fasi di accertamento;
– DOTI OLFATTIVE: si valuterà la capacità di risolvere una emanazione andando con decisione alla forata, e nelle “ tirate di naso” sull’emanazione di tartufi maturi portata dal vento;
– COLLEGAMENTO: nell’ambito di un’azione autonoma e determinata il cane dovrà
mostrare ottimo collegamento con il conduttore senza manifestare timore. Se richiesto, dovrà indirizzare la cerca nella direzione che gli sarà indicata e ritornare prontamente al richiamo, a meno che non stia per forare;
– FORATE: i giudici non considereranno il numero delle forate ma soprattutto la qualità. L’azione di scavo dovrà essere decisa e se interrotta dal conduttore dovrà riprendere quando richiesto. Si valuterà positivamente l’arresto dello scavo a comando e/o l’eventuale riporto. L’azione del Lagotto sulla forata deve essere tale da consentire al conduttore il recupero del tartufo.

Nelle prove Esordienti e Giovani, nel criterio di giudizio, si dovrà attribuire particolare importanza alle qualità naturali, all’iniziativa ed agli altri parametri che determinano la nota del concorso, con una ponderata indulgenza nel valutare le deficienze di dressaggio e di correttezza.

Art. 10
Gli errori – Il primo minuto

Difetti ed errori che comportano penalizzazione ed eventualmente eliminazione sono:
a) mancanza di iniziativa e discontinuità nell’azione;
b) cerca disordinata ed inconcludente;
c) stile e metodo di lavoro non conforme alla razza;
d) abbandono della forata;
e) più di due forate a vuoto;
f) grave mancanza di ubbidienza e fuori mano;
g) mancanza di fondo;
h) curare con insistenza emanazioni di selvaggina ed eventuale rincorsa a fondo;
i) disturbo del compagno di coppia e/o insistenti fasi di riferimento;
j) paura degli spari e dei rumori; timidezza ed aggressività.

Spetta al Giudice di valutare obiettivamente la gravità di un errore compiuto dal cane, considerando le diverse circostanze che lo hanno provocato.
Qualunque errore commesso nel primo minuto del turno e del richiamo non comporta l’eliminazione.

Art. 11
Le qualifiche – Obbligo di forata utile per i cani qualificati

Il giudizio si esplica con l’assegnazione delle qualifiche. Ultimata la prova, la Giuria dovrà immediatamente stilare la classifica limitatamente ai primi 3 soggetti qualificati. Sarà redatta comunque una relazione per tutti i cani presentati.
Il primo posto in classifica non potrà essere assegnato ad un cane che abbia conseguito una qualifica inferiore al M.B. ed in tal caso il 1° posto sarà riservato.
Per essere qualificato un cane dovrà avere effettuato almeno una forata utile sul tartufo oggetto della prova.
Le qualifiche saranno assegnate in base ai seguenti criteri:
Eccellente (Ecc.) a quel cane che abbia dimostrato di possedere al più alto grado tutte le doti di stile e le qualità naturali che caratterizzano la razza. Inoltre il cane qualificato eccellente non deve aver palesato difetti e non deve essere incorso in errori gravi, dimostrandosi soggetto di eccezione e capace di svolgere alla perfezione il lavoro prescritto dallo standard.
Molto Buono (M.B.) a quel cane che abbia compiuto un ottimo lavoro dimostrando di possedere in notevole grado le doti e le qualità peculiari della razza. La qualifica M.B. va assegnata anche a quei soggetti che avrebbero meritato, per il lavoro svolto e per le doti poste in luce, la qualifica di eccellente, ma che sono incorsi in errori, tali da non poter far loro conseguire la maggiore qualifica.
Buono (B.) a quel cane che dimostri di possedere in buona misura i caratteri della razza e svolga un buon lavoro senza gravi errori o con lievi difetti.
Abbastanza Buono (AB) a quel cane che risulta in possesso di sufficienti qualità naturali e che abbia svolto un discreto lavoro tale da renderlo meritevole comunque di una qualifica.

Per gli esordienti saranno indicate le qualifiche di Molto Promettente, Promettente e Abbastanza Promettente, senza riportarle sul relativo libretto.

Art. 12
Cani eliminati e non qualificati

Il cane che abbia commesso errori tali da comportare la sua eliminazione o che sia stato ritirato su richiesta del conduttore sarà definito nella relazione del Giudice con il termine “ Eliminato” . Il cane che allo scadere del turno non sarà qualificabile per mancanza di incontro sarà definito con il termine “ Non Qualificato” . È fatto obbligo al delegato dell’ENCI ed al Comitato organizzatore di trascrivere le suddette definizioni sul libretto delle qualifiche.

Art.13
C.Q.N. – Certificato Qualità Naturali

Può essere assegnato il certificato CQN al cane che, essendosi aggiudicato almeno una forata utile sul tipo di tartufo oggetto della prova, abbia evidenziato doti naturali qualitative di tipo e di distinzione, verificate per una congrua parte del turno, valido nel lavoro, ma che sia incorso in errori causati da carenza di educazione e/o di addestramento che gli precludono la qualifica.

Art. 14
I CAC ed i CACIT e relative riserve in palio

Per quanto concerne il rilascio del CAC, CACIT e relative riserve, si fa riferimento alle norme contenute nel Regolamento Generale delle Manifestazioni Canine.
Solo nella Classe Libera il giudice potrà rilasciare il CAC e la Ris. CAC. Se la prova è suddivisa in batterie, sarà possibile rilasciare il CAC e la relativa riserva per ogni singola batteria.

Nelle prove internazionali il CACIT è in palio se sono presenti almeno 6 turni e quando concorrono insieme maschi e femmine. I criteri di giudizio in base ai quali vengono rilasciati i CACIT sono identici a quelli in base ai quali vengono assegnati i CAC, pertanto, nelle prove internazionali con giuria plurima, l’assegnazione del CACIT sarà effettuata contestualmente
all’assegnazione del CAC, fatta eccezione per i casi in cui lo svolgimento della prova richieda la formazione di batterie.

Nelle prove internazionali il cui svolgimento avesse richiesto la formazione di batterie potrà essere comunque assegnato un solo CACIT. Se vi sono due o più cani vincitori di batteria che abbiano conseguito il CAC, verranno sottoposti a barrage da parte di una Giuria, composta da tre esperti giudici abilitati al CACIT per eventuale assegnazione del CACIT e della relativa
riserva.

Laddove vi sia un solo cane vincitore di batteria con CAC assegnato da un solo giudice, lo stesso verrà presentato a verifica di una Giuria, composta da tre esperti giudici abilitati al CACIT, per l’eventuale assegnazione del CACIT. Nel caso di assegnazione del CACIT verrà sottoposto alla stessa verifica con le stesse modalità anche il cane che ha conseguito la riserva di CAC.

Nel corso della verifica per l’assegnazione del CACIT e della riserva, è indispensabile che il cane fornisca una prestazione di livello adeguato, anche se in tale turno non abbia occasione di forata.

Art. 15
La proclamazione dei risultati – La Relazione

Il giudice, al termine della prova, sul terreno, procederà alla lettura delle qualifiche e della classifica. La relazione tecnica dovrà, salvo necessità particolari, essere sempre illustrata a fine manifestazione sul luogo del raduno al momento della premiazione.

Art. 16
Qualifica necessaria per l’iscrizione alla classe lavoro in esposizione e raduno

Un soggetto, per concorrere in classe lavoro in esposizione e raduno, dovrà aver conseguito la qualifica minima di Molto Buono o CQN in una prova di cerca del tartufo.

Art.17
Prove Attitudinali di cerca del tartufo

Il C.I.L., di concerto con l’E.N.C.I., nell’ambito di programmi di selezione a tutela della razza, potrà avere la facoltà di organizzare manifestazioni con applicazioni in deroga dagli articoli previsti del presente regolamento. Esse possono consistere in esibizioni di lavoro senza attribuzione di qualifiche valide per i titoli di Campionato, ovvero test attitudinali per soggetti
cui non è richiesta la formale correttezza prevista dal regolamento che precede. Queste
manifestazioni potranno essere giudicate da persone di provata esperienza individuate dal C.I.L. e anche da Esperti Giudici dell’ENCI, secondo quanto stabilito da un apposito regolamento predisposto dal C.I.L. Per questi tipi di manifestazioni il C.I.L. dovrà presentare all’ENCI per approvazione un programma di realizzazione, precisando gli obiettivi che si
prefigge – coerenti con il Piano di Allevamento della razza – nonché il regolamento con i criteri di valutazione. Su richiesta del C.I.L., il Consiglio Direttivo dell’ENCI potrà approvare la Certificazione Speciale di Attitudine alla Cerca del Tartufo come titolo alternativo per l’ammissione alla classe lavoro nelle esposizioni e/o come titolo alternativo per l’ammissione al Registro dei Riproduttori Selezionati.

ART. 18
Conseguimento di titoli per il Campionato Italiano di Lavoro

– Conseguimento di tre CAC di cui almeno uno in Prove Speciali di tipo “ B” , dei quali almeno due su diversi tipi di tartufo. I CAC ottenuti nelle prove con giudice singolo devono essere rilasciati da giudici diversi.
– Conseguimento di due qualifiche di Eccellente, delle quali una su un terzo tipo di tartufo nel caso che i CAC siano stati ottenuti solo su due tipi.
– Qualifica minima di Molto Buono assegnata in raduno di razza o in mostra speciale con in palio il CAC (Certificato di Attitudine al Campionato Italiano di Bellezza).
– Nelle prove di tipo “ A” la riserva di CAC” acquisterà presso l’ENCI valore di CAC allorché l’assegnatario del CAC, per essere già stato proclamato campione italiano di lavoro oppure per avere già ottenuto in precedenza altri CAC in numero sufficiente per essere proclamato tale, non abbia più bisogno del CAC della prova in corso; o anche se il CAC rilasciato in quest’ultima non dovesse, per qualsiasi motivo, essere convalidato dall’ENCI.
Nelle Prove Speciali di tipo B può essere utilizzata la riserva di CAC, indipendentemente dal titolo posseduto dal cane che ha conseguito il CAC.
Radiografia ufficiale per il controllo della displasia dell’anca con grado A, B o C.

Art. 19

Per quanto non previsto si fa riferimento al Regolamento Speciale delle Prove di Lavoro ed al Regolamento Generale delle Manifestazioni Canine.